martedì, agosto 26, 2008, ore 09:55
Per tutto questo tempo in cui non ho scritto c'è stato solo il vuoto.
Vuoto come qualcosa perso.
Come qualcosa mai avuto.
C'è voluto tutto il silenzio attorno a Lipari per capire.
E la voce di Lipari.
Si perchè anche se eravamo a ferragosto regnava il silenzio oltre il vociare dei turisti.
E se ti alzavi alle 5:30 e uscivi fuori al terrazzino la potevi sentire.
Nell'azzurro pallido rosato dell'aurora.
Lei chiamava le sue sei sorelle
e chiamava la terraferma
e chiamava il mare
incessantemente
la sua nostalgia non si appaga
nel ricordo dei giorni andati.
Per una settimana non ho voluto ascoltare
poi ho ascoltato
poi ho capito.
Il vuoto non è assenza
è attesa
che può solo essere riempita.
E il vuoto non esiste
perchè poi su tutto
si stende sempre
il mare
Velle
lunedì, luglio 14, 2008, ore 10:06
Un mese che non scrivo. Perchè la sensazione che mi ha accompagnata in questi giorni lascia senza parole. Una sensazione di attesa. Non che attenda precisamente qualcosa o qualcuno; semplicemente, la mia anima è immobile in attesa.
Nel frattempo ho superato una bufera a lavoro, nel frattempo mi sono inimicata un paese intero, nel frattempo ho perso degli amici e ne ho acquistati altri, nel frattempo ho fronteggiato la mia famiglia che non cambierà mai. Nel frattempo io e Clà continuiamo a parlare, in una maniera tutta nostra, che prevede anche il discorrere attraverso un libro. Un libro di poche pretese, che però solleva alcune domande, quelle di sempre, quelle che uomini e donne si faranno fino alla fine del mondo.
Domande come quelle che mi fece M. ormai più di un anno fa. "Che ti aspetti da un rapporto? Che ti aspetti da un uomo?" Dio mio, che domanda stupida; talmente stupida da non esserlo affatto. Talmente stupida da far sembrare me e la mia risposta stupide. "Compagnia". Non capì, non poteva capire e non solo a causa del mio modo così orribile di esporre troppo sinteticamente le mie emozioni e i miei pensieri. Credo che non avrebbe capito anche se gli avessi chiesto "Vuoi fare un pezzo di strada con me?" Voglio dire, vorresti condividere la tua vita con me, non importa se per lungo o breve tempo o per tutta la vita, che quello lo stabilirà il tempo stesso.... ma non vorresti raccontarmi tutto di te. Sai, mi sono accorta che la tragedia della vita a volte è data dal fatto che non raccontiamo a nessuno le cose che ci capitano, perchè crediamo che non importino a nessuno. La cosa peggiore però è che poi ci convinciamo noi stessi che quegli avvenimenti non contano nulla nell'economia della nostra vita. E finisce che la sera, quando ripensiamo alla nostra giornata, questa ci sembra così vuota e inutile... Ma a dir la verità, mi rendo sempre più conto che la vita è fatta proprio di quei piccoli avvenimenti e che quelli eclatanti, quelli interessanti si contano sulle dita...
La vita che non si racconta non è vissuta pienamente.
Ma effettivamente a chi dovremmo raccontarla? Dovrei raccontarla ai miei familiari che sanno parlare solo di conti correnti e bollette e cibo? Vorresti forse raccontarla a quel tuo amico che ha i suoi ben noti problemi con la moglie? Perchè allora non dici tutto a me? Perchè a me importa, amore mio, perchè a me interessa veramente la tua vita, anche nei suoi più piccoli dettagli. Perchè altrimenti cercheresti qualcono con cui stare? Solo per avere un partner fisso con cui scopare? Quello lo puoi fare con chiunque e diciamoci la verità, cambiare continuamente è anche più divertente...
Questo direi anche oggi alla persona che occupa i miei pensieri.
L'altro giorno il vicesindaco mi ha chiamata nel suo ufficio. "Siediti un attimo" E ha cominciato un discorso senza senso. "Bisogna saper aspettare, piccola mia, perchè tanto prima o poi tutto si sistema" Ho guardato istintivamente verso l'alto, verso Dio. "Per caso sei tu che mi stai parlando attraverso lui?" Direbbe la mia amica Clà, attraverso le parole del libro "Il problema non è quanto aspetti, ma chi aspetti".
La mia anima è in attesa, non so di cosa.
Per ora io aspetto l'8 agosto, quando mi sdraierò sul ponte della Laurana, accenderò una sigaretta, aspirerò il suo fumo guardando le stelle e poi chiuderò gli occhi per un sonno beato cullato dalle onde.
Velle
mercoledì, giugno 18, 2008, ore 08:56
Roma, l’Aurelia, un Hotel. Io, un foglio con 60 caselline da annerire, altri 400 aspiranti e due domande a cui non so assolutamente rispondere. Se non sai rispondere prova almeno a ragionare. E non ci posso fare niente ma mi viene in mente la sig.ra Paola, il mio primo capo, il mio primo lavoro. Già mi era venuta in mente a dir la verità qualche giorno fa, quando il geometra mi aveva chiesto di fare una proiezione del 2008 e io mi sono chiesta come si farà mai una proiezione….
La prof. d’inglese all’università una volta ci disse che era stato provato che l’apprendimento di una lingua è più facile se avviene in un ambiente ludico oppure in regime di terrore, tipo che se vieni sequestrato da uno che parla un’altra lingua, quella la impari in pochissimo. Sinceramente, non credo che valga solo per le lingue…
Ci penso un po’ poi faccio la media del primo quadrimestre, la moltiplico per dodici, sottraggo i costi già sostenuti e presento tutto al geometra. “Questo era esattamente quello che volevo come facevi a saperlo?” Mi limito a sorridere, ma non rispondo perché sono impegnata con un’altra discussione….nella mia testa. Nella mia testa c’è la sig.ra Paola che urla “NON VA PER NULLA BENE!!! PER AVERE DEI DATI REALISTICI AVRESTI DOVUTO FARE UNA MEDIA PONDERATA!!!” Sento la mia vocina che timidamente dice “ma nessuno mai mi ha spiegato come si fa, con quale criterio associo dei pesi ai valori?!” E lei mi risponde con la risposta di sempre: “BASTA USARE L’INTELLIGENZA, AMMESSO CHE TU SIA INTELLIGENTE!!” Questa volta però nella mia testa la mando a quel paese, non si può arrivare a tutto con la sola intelligenza alcune cose te le devono per forza spiegare e poi resta il fatto che il geometra non mi chiederà mai una media ponderata, magari non sa nemmeno che esiste questo dato statistico.
Roma, l’Aurelia, un Hotel. Io, un foglio con 60 caselline da annerire, altri 400 aspiranti e due domande a cui non so assolutamente rispondere. Provo a ragionare perché così ho imparato durante il regime di terrore nell’azienda della sig.ra Paola (a volte mi verrebbe persino di ringraziarla), ma di più non posso. So solo che ho cercato di fare del mio meglio e questo basta. E che cazzo.
Velle
lunedì, giugno 16, 2008, ore 08:44
Questo blu
non è mai stato
così blu, come
questo cielo
mai visto così
limpido, nè
questo sole così
splendente, nè
questa gente
così amichevole, nè quest'aria così
serena.
Non ti sembra
amore
che il mondo
sia improvvisamente
un posto meraviglioso in cui vivere?
Eppure che senso ha questa meraviglia se tu non ci sei a contemplarla con me...
Velle
martedì, giugno 10, 2008, ore 09:14
La mia amica guarda lontano oltre le mie spalle, è pensierosa; dopo qualche istante dice:
- "Il mio contratto scade a settembre poi non so cosa farò. Il tipo con cui sto uscendo fra tre mesi torna in Brasile.... Praticamente posso dire di avere un lavoro a tempo determinato e... un amore a tempo determinato!
Ho la sensazione che ormai tutto nella nostra vita è a tempo determinato, tu non hai la stessa sensazione?"
Mi verrebbe da rispondere "moriremo tutti!" ma preferisco tacere....
Velle
lunedì, giugno 09, 2008, ore 09:45
Notte fra il venerdì ed il sabato ore 00:15 i nostri eroi Enzo, Michi e Laura tornano a casa dopo una notte di folleggiamenti (come no
). Il buon Enzo è alla guida del suo autoveicolo ma non è una guida semplice, il fondo stradale è impraticabile, ormai diluvia da ore e le strade sono praticamente allagate, un unico fiume che scorre. Ad un certo punto Enzo parte senza preavviso con un monologo e comincia cantando così:
"Sacchetto che galliggi ncoppa all'acquaaaa"
"Cà nun è scansà e fuossi ma e buste!! Capitano!! Sacchetto a ore tre!!! Busta in avvicinamento a ore dodici!!!"
(Traduzione nel caso non si fosse capito: Sacchetto che galleggi sull'acqua - qui non devi stare attento a evitare di finire con la ruota in un fosso, devi stare attento ad evitare le buste di plastica)
L'unico commento possibile è quello coniato dallo stesso Enzo: "Odora Napoli... e poi muori!
Velle
giovedì, giugno 05, 2008, ore 08:35
Tutto questo spazio...
...e a volte mi sembra di essere in prigione....
"La Danimarca è una prigione"
Ancora una volta mi han detto:
"ma non hai alcun accento tu!"
No, perchè non sono di Napoli,
forse non sono nemmeno di questo mondo.
Perchè sono l'unica idiota che lava col sapone i vasetti di yoghurt prima di buttarli nella differenziata
perchè sono l'unica idiota che cerca di non buttare i mozziconi per strada
perchè sono l'unica idiota che si sente in colpa se esce 10 min prima da lavoro anche se ha un appuntamento e nessuna mansione più da svolgere
perchè sono l'unica idiota che prima di commentare l'operato del governo si legge il decreto dal primo all'ultimo articolo
perchè sono l'unica idiota che davanti ad un uomo che le presenta un conto in banca con tantissimi zeri non resta impressionata. La stessa idiota che darebbe tutto l'oro del mondo per il sorriso di uno squattrinato
perchè sono l'unica idiota che non fa sesso anche se è innamorata
perchè sono forse l'unica idiota cattolica che crede che gli altri sono liberi di fare quel cazzo che vogliono
perchè sono forse l'unica idiota cristiana che non crede che facendo la predica a chiunque si dimostra di essere una bravo cristiano
perchè sono forse l'unica brava ragazza che beve e fuma peggio di un giocatore di poker e ride pure alle barzellette oscene
Dio, veramente, scusa se Te lo dico
ma mi sa che con me hai sbagliato tutto.
Non sono attrezzata per vivere in questo mondo.
Sarebbe meglio finirla qui. Veramente.
Velle
martedì, giugno 03, 2008, ore 09:48
02/06/2008 20:45 Treno Napoli-Cosenza
Almeno stasera non mi lasciare sola.
Almeno stasera che il morale è più alto.
Che la mente è più rilassata.
Che mi è più facile sorridere.
Almeno stasera fammi compagnia.
Stasera che ho dato fiducia ad un altro.
Stasera che non ho bisogno di un altro.
Stasera che non ho bisogno di nessuno.
Stasera che mi sento bella.
Almeno stasera dimmi che vuoi passare del tempo con me.
Stasera che ho lasciato a casa tutti i problemi e le responsabilità.
Stasera che ho accettato un'altra sfida.
Stasera che non ho paura.
Stasera che ho riso tanto.
Almeno stasera dimmi che vuoi sentire la mia voce.
Stasera che un amico calabrese ha detto che odia il nord.
Stasera che mi sento indulgente verso il sud.
Stasera che non mi sono vergognata di dire di dove sono.
Almeno stasera dimmi che ti manco.
Stasera che ho sognato Alberto.
Stasera che io Alberto lo sogno sempre quando inizia o finisce con un uomo.
Stasera che in questo mese ho sognato 2 volte Alberto.
Almeno stasera dimmi che mi credi.
Stasera che non avrei nulla da dirti.
Stasera che ti guarderei soltanto. A lungo. Negli occhi.
Stasera che ti avevo scelto fra un milione e non c'era una ragione.
Stasera che ti sceglierei ancora fra un milione e non c'è una ragione.
Almeno stasera dimmi che mi pensi.
Stasera che un altro pensa a me. Prima di domani che penserò ad un altro.
Velle
giovedì, maggio 29, 2008, ore 09:23
L’altro ieri ho trovato una rosa sulla scrivania del mio ufficio. Una rosa da un ammiratore segreto…. Che poi tanto segreto non è. Tutta la sua ammirazione deriva dal fatto che io sono sempre allegra e sorridente, così mi dice, a differenza di sua moglie che non ride mai. Non lo ha detto ma si capisce quando ne parla. E così l’idea di una donna così completamente diversa dalla moglie lo ha conquistato. Allo stesso modo l’ingegnere si è innamorato dell’idea che questa fanciulla possa liberarlo dalla schiavitù rappresentata dalla madre e dalla sorella, condividendone però il mondo, lo stile di vita e il modo di pensare. E che dire di G.? Ai suoi occhi si è materializzata l’emblema della ragazza di città spigliata, per nulla sprovveduta e spregiudicata.
Che poi Velle sia allegra e sorridente solo con gli estranei, che non sia proprio la perfetta massaia dedita alla casa e che sostenga che spigliata non faccia per forza di cose rima con spregiudicata, non fa alcuna differenza. Loro sono innamorati di un’idea.
Attenzione, non li biasimo affatto; perché anche io faccio così; lo faccio da sempre, solo che me ne sono resa conto da qualche giorno. Gli uomini che ho avuto rappresentavano una fuga o quanto meno mi sembravano comprendere questo anelito alla fuga.
Alberto voleva andare a vivere in Irlanda e insegnare l’italiano lì. Chissà se è felice, da quanto ne so è qui a Napoli, lavora ancora nel negozio dei genitori e non si è ancora laureato. Al contrario M. a 16 anni aveva lasciato la scuola ed era fuggito a Londra. Per altri sedici anni aveva girato l’Europa e poi era tornato nella sua città natale e aveva aperto un’attività. “Laurè” mi diceva “La provincia di Napoli è il posto più orribile d’Europa” “Perché ci sei tornato allora?” “ Perché c’è la famiglia e poi in Grecia era successo…” Non saprò mai cosa fosse successo di così terribile in Grecia, così come non saprò mai cosa avesse fatto per 16 anni in giro, ma Velle era innamorata proprio di quei sedici anni di cui non sa nulla.
Innamorati di un’idea. Mi sembra una cosa negativa. Però ad un bambino che a 6 anni dice che da grande vuole fare il musicista, che a 10 anni dice che vuole fare il musicista e che a 15 anni dice che vuole fare il musicista… nessuno direbbe che la sua idea è negativa. Quell’idea la chiamerebbero inclinazione naturale, passione o addirittura talento.
Innamorati di un’idea. Chissà forse è vero che l’idea è quella giusta, ma non le persone incontrate fin qui.
Velle
martedì, maggio 27, 2008, ore 08:44
Ho bisogno di un uomo.
Ma no, non avete capito! Non volevo dire che ho dei bisogni fisici da soddisfare... tutt'altro.... e che ho bisogno di un uomo. Ma nooo! Non è come dite voi, non ho bisogno di qualcuno che mi tenga la manina e mi dica un sacco di cose dolci e.... e tutte quelle cretinate lì. E proprio che ho bisogno di un uomo.
Insomma ho bisogno di un uomo, uno che al momento opportuno: "Amoore mi sposteresti questo mobile?! (blink blink)" "Amooore mi porteresti questa cosa pesantissimissima?! (blink blink)" e soprattutto: "Amoore mi sviteresti questo c...o di bullone?! (niente sbattere di ciglia).
Perchè ci ho messo 35 min ieri pomeriggio per svitare quel c...o di bullone, e ho la famosa manina ancora dolorante e piena di tagli e segni rossi. Però dopo 35 min ci sono riuscita. Soddisfazioni del vivere da soli.....
Ho bisogno di un uomo.
Velle