mercoledì, giugno 18, 2008, ore 08:56

Roma, l’Aurelia, un Hotel. Io, un foglio con 60 caselline da annerire, altri 400 aspiranti e due domande a cui non so assolutamente rispondere. Se non sai rispondere prova almeno a ragionare. E non ci posso fare niente ma mi viene in mente la sig.ra Paola, il mio primo capo, il mio primo lavoro. Già mi era venuta in mente a dir la verità qualche giorno fa, quando il geometra mi aveva chiesto di fare una proiezione del 2008 e io mi sono chiesta come si farà mai una proiezione….

 

La prof. d’inglese all’università una volta ci disse che era stato provato che l’apprendimento di una lingua è più facile se avviene in un ambiente ludico oppure in regime di terrore, tipo che se vieni sequestrato da uno che parla un’altra lingua, quella la impari in pochissimo. Sinceramente, non credo che valga solo per le lingue…

 

Ci penso un po’ poi faccio la media del primo quadrimestre, la moltiplico per dodici, sottraggo i costi già sostenuti e presento tutto al geometra. “Questo era esattamente quello che volevo come facevi a saperlo?” Mi limito a sorridere, ma non rispondo perché sono impegnata con un’altra discussione….nella mia testa. Nella mia testa c’è la sig.ra Paola che urla “NON VA PER NULLA BENE!!! PER AVERE DEI DATI REALISTICI AVRESTI DOVUTO FARE UNA MEDIA PONDERATA!!!” Sento la mia vocina che timidamente dice “ma nessuno mai mi ha spiegato come si fa, con quale criterio associo dei pesi ai valori?!” E lei mi risponde con la risposta di sempre: “BASTA USARE L’INTELLIGENZA, AMMESSO CHE TU SIA INTELLIGENTE!!” Questa volta però nella mia testa la mando a quel paese, non si può arrivare a tutto con la sola intelligenza alcune cose te le devono per forza spiegare e poi resta il fatto che il geometra non mi chiederà mai una media ponderata, magari non sa nemmeno che esiste questo dato statistico.

 

Roma, l’Aurelia, un Hotel. Io, un foglio con 60 caselline da annerire, altri 400 aspiranti e due domande a cui non so assolutamente rispondere. Provo a ragionare perché così ho imparato durante il regime di terrore nell’azienda della sig.ra Paola (a volte mi verrebbe persino di ringraziarla), ma di più non posso. So solo che ho cercato di fare del mio meglio e questo basta. E che cazzo.

Velle
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lunedì, giugno 16, 2008, ore 08:44

scarioQuesto blu
non è mai stato
così blu, come
questo cielo
mai visto così
limpido, nè
questo sole così
splendente, nè
questa gente
così amichevole, nè quest'aria così
serena.


Non ti sembra
amore
che il mondo
sia improvvisamente
un posto meraviglioso in cui vivere?




Eppure che senso ha questa meraviglia se tu non ci sei a contemplarla con me...

Velle
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martedì, giugno 10, 2008, ore 09:14

La mia amica guarda lontano oltre le mie spalle, è pensierosa; dopo qualche istante dice:

- "Il mio contratto scade a settembre poi non so cosa farò. Il tipo con cui sto uscendo fra tre mesi torna in Brasile.... Praticamente posso dire di avere un lavoro a tempo determinato e... un amore a tempo determinato!
 Ho la sensazione che ormai tutto nella nostra vita è a tempo determinato, tu non hai la stessa sensazione?"

Mi verrebbe da rispondere "moriremo tutti!" ma preferisco tacere....
Velle
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lunedì, giugno 09, 2008, ore 09:45

Notte fra il venerdì ed il sabato ore 00:15 i nostri eroi Enzo, Michi e Laura tornano a casa dopo una notte di folleggiamenti (come no ). Il buon Enzo è alla guida del suo autoveicolo ma non è una guida semplice, il fondo stradale è impraticabile, ormai diluvia da ore e le strade sono praticamente allagate, un unico fiume che scorre. Ad un certo punto Enzo parte senza preavviso con un monologo e comincia cantando così:

"Sacchetto che galliggi ncoppa all'acquaaaa"
"Cà nun è scansà e fuossi ma e buste!! Capitano!! Sacchetto a ore tre!!! Busta in avvicinamento a ore dodici!!!"

(Traduzione nel caso non si fosse capito: Sacchetto che galleggi sull'acqua - qui non devi stare attento a evitare di finire con la ruota in un fosso, devi stare attento ad evitare le buste di plastica)

L'unico commento possibile è quello coniato dallo stesso Enzo: "Odora Napoli... e poi muori!
Velle
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giovedì, giugno 05, 2008, ore 08:35

golfo
Tutto questo spazio...
...e a volte mi sembra di essere in prigione....

"La Danimarca è una prigione"

Ancora una volta mi han detto:
"ma non hai alcun accento tu!"
No, perchè non sono di Napoli,
forse non sono nemmeno di questo mondo.

Perchè sono l'unica idiota che lava col sapone i vasetti di yoghurt prima di buttarli nella differenziata
perchè sono l'unica idiota che cerca di non buttare i mozziconi per strada
perchè sono l'unica idiota che si sente in colpa se esce 10 min prima da lavoro anche se ha un appuntamento e nessuna mansione più da svolgere
perchè sono l'unica idiota che prima di commentare l'operato del governo si legge il decreto dal primo all'ultimo articolo
perchè sono l'unica idiota che davanti ad un uomo che le presenta un conto in banca con tantissimi zeri non resta impressionata. La stessa idiota che darebbe tutto l'oro del mondo per il sorriso di uno squattrinato
perchè sono l'unica idiota che non fa sesso anche se è innamorata
perchè sono forse l'unica idiota cattolica che crede che gli altri sono liberi di fare quel cazzo che vogliono
perchè sono forse l'unica idiota cristiana che non crede che facendo la predica a chiunque si dimostra di essere una bravo cristiano
perchè sono forse l'unica brava ragazza che beve e fuma peggio di un giocatore di poker e ride pure alle barzellette oscene

Dio, veramente, scusa se Te lo dico
ma mi sa che con me hai sbagliato tutto.
Non sono attrezzata per vivere in questo mondo.
Sarebbe meglio finirla qui. Veramente.
Velle
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martedì, giugno 03, 2008, ore 09:48

02/06/2008            20:45 Treno Napoli-Cosenza

Almeno stasera non mi lasciare sola.

Almeno stasera che il morale è più alto.

Che la mente è più rilassata.

Che mi è più facile sorridere.


Almeno stasera fammi compagnia.

Stasera che ho dato fiducia ad un altro.

Stasera che non ho bisogno di un altro.

Stasera che non ho bisogno di nessuno.

Stasera che mi sento bella.


Almeno stasera dimmi che vuoi passare del tempo con me.

Stasera che ho lasciato a casa tutti i problemi e le responsabilità.

Stasera che ho accettato un'altra sfida.

Stasera che non ho paura.

Stasera che ho riso tanto.


Almeno stasera dimmi che vuoi sentire la mia voce.

Stasera che un amico calabrese ha detto che odia il nord.

Stasera che mi sento indulgente verso il sud.

Stasera che non mi sono vergognata di dire di dove sono.


Almeno stasera dimmi che ti manco.

Stasera che ho sognato Alberto.

Stasera che io Alberto lo sogno sempre quando inizia o finisce con un uomo.

Stasera che in questo mese ho sognato 2 volte Alberto.


Almeno stasera dimmi che mi credi.

Stasera che non avrei nulla da dirti.

Stasera che ti guarderei soltanto. A lungo. Negli occhi.

Stasera che ti avevo scelto fra un milione e non c'era una ragione.

Stasera che ti sceglierei ancora fra un milione e non c'è una ragione.


Almeno stasera dimmi che mi pensi.

Stasera che un altro pensa a me. Prima di domani che penserò ad un altro.
Velle
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giovedì, maggio 29, 2008, ore 09:23

L’altro ieri ho trovato una rosa sulla scrivania del mio ufficio. Una rosa da un ammiratore segreto…. Che poi tanto segreto non è. Tutta la sua ammirazione deriva dal fatto che io sono sempre allegra e sorridente, così mi dice, a differenza di sua moglie che non ride mai. Non lo ha detto ma si capisce quando ne parla. E così l’idea di una donna così completamente diversa dalla moglie lo ha conquistato. Allo stesso modo l’ingegnere si è innamorato dell’idea che questa fanciulla possa liberarlo dalla schiavitù rappresentata dalla madre e dalla sorella, condividendone però il mondo, lo stile di vita e il modo di pensare. E che dire di G.? Ai suoi occhi si è materializzata l’emblema della ragazza di città spigliata, per nulla sprovveduta e spregiudicata.

Che poi Velle sia allegra e sorridente solo con gli estranei, che non sia proprio la perfetta massaia dedita alla casa e che sostenga che spigliata non faccia per forza di cose rima con spregiudicata, non fa alcuna differenza. Loro sono innamorati di un’idea.

Attenzione, non li biasimo affatto; perché anche io faccio così; lo faccio da sempre, solo che me ne sono resa conto da qualche giorno. Gli uomini che ho avuto rappresentavano una fuga o quanto meno mi sembravano comprendere questo anelito alla fuga.

Alberto voleva andare a vivere in Irlanda e insegnare l’italiano lì. Chissà se è felice, da quanto ne so è qui a Napoli, lavora ancora nel negozio dei genitori e non si è ancora laureato. Al contrario M. a 16 anni aveva lasciato la scuola ed era fuggito a Londra. Per altri sedici anni aveva girato l’Europa e poi era tornato nella  sua città natale e aveva aperto un’attività. “Laurè” mi diceva “La provincia di Napoli è il posto più orribile d’Europa” “Perché ci sei tornato allora?” “ Perché c’è la famiglia e poi in Grecia era successo…” Non saprò mai cosa fosse successo di così terribile in Grecia, così come non saprò mai cosa avesse fatto per 16 anni in giro, ma Velle era innamorata proprio di quei sedici anni di cui non sa nulla.

Innamorati di un’idea. Mi sembra una cosa negativa. Però ad un bambino che a 6 anni dice che da grande vuole fare il musicista, che a 10 anni dice che vuole fare il musicista e che a 15 anni dice che vuole fare il musicista… nessuno direbbe che la sua idea è negativa.  Quell’idea la chiamerebbero inclinazione naturale, passione o addirittura talento.

Innamorati di un’idea. Chissà forse è vero che l’idea è quella giusta, ma non le persone incontrate fin qui.

Velle
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martedì, maggio 27, 2008, ore 08:44

Ho bisogno di un uomo.

Ma no, non avete capito! Non volevo dire che ho dei bisogni fisici da soddisfare... tutt'altro.... e che ho bisogno di un uomo. Ma nooo! Non è come dite voi, non ho bisogno di qualcuno che mi tenga la manina e mi dica un sacco di cose dolci e.... e tutte quelle cretinate lì. E proprio che ho bisogno di un uomo.

Insomma ho bisogno di un uomo, uno che al momento opportuno: "Amoore mi sposteresti questo mobile?! (blink blink)" "Amooore mi porteresti questa cosa pesantissimissima?! (blink blink)" e soprattutto: "Amoore mi sviteresti questo c...o di bullone?! (niente sbattere di ciglia).

Perchè ci ho messo 35 min ieri pomeriggio per svitare quel c...o di bullone, e ho la famosa manina ancora dolorante e piena di tagli e segni rossi. Però dopo 35 min ci sono riuscita. Soddisfazioni del vivere da soli.....

Ho bisogno di un uomo.
Velle
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lunedì, maggio 26, 2008, ore 09:01

Immaginarlo non è come vederlo, guardarlo in TV non è come esserci. Nell'assedio.

Venerdì sera, mio malgrado coinvolta nella guerriglia di Chiaiano. Il poggio blindato, non si entra e non si esce, euforia generale: "stiamo combattendo per la patria, moriremo per la patria", l'autobus fermo nel mezzo della rotonda, qualcuno vocifera: "è a gas, è stato danneggiato, potrebbe scoppiare da un momento all'altro" Voci contro voci, nessuna ha credito, tutte hanno credito. "La carica si è spostata al bivio di Mugnano" Grappoli di gente, che discute, facce preoccupate, facce inferocite, qualcuno piange perchè qualcuno non si trova più. Uno grida: "Falli scendere! Li voglio tutti giù! Avvisali! Altrimenti diamo fuoco alle macchine nel parco!" Qualcuno ancora elabora la strategia: "Donne, bambini e invalidi davanti". Davanti agli "assassini" dei nostri figli - così dicono le signore. Uno degli "assassini" l'ho guardato in faccia. Aveva la mia stessa età.  Dov'è tua madre ora - figlio? Antonio intervistato da Sky Tg 24. Lui ci crede nella protesta. Voleva andare fino in fondo. Un lenzuolo steso al balcone "Oggi lo stato ha perso"

Si, perchè lo stato dimentica sempre la cosa più importante, che non si può calare una decisione dall'alto e basta, bisogna motivarla, bisogna spiegare, bisogna far capire, bisogna fare una buona campagna. Perchè poi ci sono altri che la loro campagna la fanno eccome, ma non si vedono perchè mandano avanti la brava, povera gente.


cava
Questo è lo scenario contro cui protestano. Ma il punto è che questo scenario è ormai il male minore....
Velle
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giovedì, maggio 22, 2008, ore 08:59

28 anni di braccio di ferro con la Signora Vita.

A volte vorrei essere una di quelle persone che non sanno cosa vogliono. Allora si, avrebbe un senso questo girare a vuoto. Velle invece sa cosa vuole, lo ha sempre saputo, e tuttavia non lo può avere.

La Signora Vita mi sbarra sempre la strada. Sulla via c'è sempre un cancello chiuso con un cartello: "le cose capitano, bisogna saperle aspettare" Come dire sopravvivi nella speranza che qualcosa cada da cielo. Velle non ci sta. Velle cerca una strada secondaria. Ma quella non c'è. Allora Velle prende i suoi poveri rudimentali attrezzi e bonifica una palude, disbosca una foresta, scava gli argini, appiana gli arbusti, butta una gittata di asfalto a terra... alza gli occhi.... e scopre che la Sigra Vita ha preso l'oggetto del suo desiderio e lo ha spostato un pò più in là.

Punto e a capo.

Dicono che non sono mai contenta; dicono che non apprezzo le cose che ho; dicono che non mi accontento mai.

Avrei potuto rimanere a lavorare dalla signora come segretaria (900 euro al mese chi te li da a Napoli?) facendo la leccapiedi dopo qualche anno mi avrebbe concesso anche un contratto magari (le cose bisogna guadagnarsele) Avrei potuto uscire con quel tipo (era tanto un bravo ragazzo) e forse adesso sarei già "sistemata" (cosa vuoi di più?). Sarei stata più felice? Sarei stata una morta vivente....

Chiusa fra quattro mura in montagna, gli amici lontani (e non intendo solo una distanza fisica), senza una famiglia (non basta avere legami di sangue e vivere sotto lo stesso tetto), senza una patria (quello che è scritto sulla carta d'identità non implica il senso di appartenenza ad un popolo), senza aver conosciuto l'amore (sono sempre stata un oggetto o nel migliore dei casi un'idea). Infelice si ma tremendamente viva. Che a pensarci l'unica felicità che conosco è quella tensione implacabile, che irrigidisce ogni singolo muscolo; la concentrazione portata allo stremo, oltre la soglia dell'umano sopportabile; il lavorio certosino di aggiustamento del mirino per raggiungere l'equilibrio perfetto. Il tutto per proiettarsi verso la sognata, amata, agognata meta.

Sigra Vita, che forse vincerai per sempre tu, ma almeno, un giorno dovrai rendere gli onori alla tua più fiera opponente. E allora via, sono pronta per l'ennesimo round.... con tutta la passione di cui sono capace...
Velle
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